Nel piccolo rompicapo di contabilità domestica che ogni proprietario è chiamato a risolvere, gli sconti del fisco sono la costante. C’erano, ci sono e ci saranno: almeno fino alla fine dell’anno, per il 55% sul risparmio energetico, e fino al 31 dicembre 2012, per il 36% sulle ristrutturazioni. La variabile, invece, è la semplificazione contenuta nel decreto legge 40/2010 varato dal governo il 19 marzo scorso, che potrebbe consentire di effettuare alcuni interventi di manutenzione con una comunicazione al Comune, senza bisogno della denuncia d’inizio attività (Dia).
Le aspettative di semplificazione sono moltissime, vuoi per le oggettive asperità della burocrazia, vuoi per le attese innescate un anno fa dal piano casa (e andate, almeno in parte, deluse). Ad ogni buon conto, il «potrebbe» accostato alla parola «semplificare» è inevitabile, perché il decreto fa salve le norme regionali e le prescrizioni comunali, oltre naturalmente alle discipline di settore (da quella antisismica alla sicurezza degli impianti). Con il risultato che l’applicazione sarà diversa da una zona all’altra. E che alla fine i casi in cui si potrà a fare meno del geometra,dell’architetto o dell’ingegnere saranno pochi.
Un discorso che va di pari passo con quello procedurale, visto che i lavori di manutenzione straordinaria eseguiti nelle unità immobiliari residenziali sono il classico intervento su cui si applica la detrazione del 36 per cento. Misura che nel 2009 ha fatto segnare il record di 447mila pratiche agevolate.
Se sul 36% non c’è particolare motivo di affrettarsi, il discorso cambia per la detrazione del 55% sugli interventi finalizzati al risparmio energetico. Secondo la normativa attuale, i privati potranno avere il bonus solo per le spese sostenute entro il prossimo 31 dicembre: le associazioni di categoria di produttori e installatori chiedono la proroga – per un’agevolazione che nel 2009 è stata utilizzata da circa 240mila contribuenti – e qualche tempo fa da esponenti del Governo erano arrivate rassicurazioni in tal senso. Al tempo stesso, però, ci sono aziende del settore che stanno giocando le loro pubblicità sulla prossima scadenza del 55 per cento. E forse, nell’incertezza, non è il caso di perdere tempo.
Qualcosa di simile potrebbe valere anche i pannelli fotovoltaici, che ricevono per 20 anni gli incentivi del conto energia (e non il 55%, come quelli solari). Qui il futuro dell’agevolazione non è in dubbio, ma dal 2011 le tariffe incentivanti saranno limate, anche se non si sa ancora di quanto. Complice la riduzione del costo dei pannelli, anche in questo caso il 2010 potrebbe essere l’anno giusto per avviare i lavori: con l’avvertenza che i tempi lunghi dell’installazione e delle procedure, in questo caso, impongono davvero di accelerare.
Il tutto senza trascurare un’altra variabile fondamentale, che potrebbe anche far cambiare il saldo economico finale di molti interventi: il risparmio energetico. Se si interviene con intelligenza, le spese di ristrutturazione possono anche ridurre i consumi energetici degli edifici. E in condominio le occasioni di risparmio sono ancora maggiori. A patto, naturalmente, di riuscire a districarsi tra assemblee, quorum e maggioranze.

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