L’Inpdap (l’Istituto Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica) ha stipulato una serie di convenzioni con i maggiori operatori finanziari che erogano prestiti sulla base della cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Le convenzioni garantiscono condizioni esclusive per i dipendenti pubblici, che possono richiedere il prestito semplicemente prensentando un documento e l’ultima busta paga che attesta l’appartenenza ad un ente pubblico.
A fronte di un interesse basso, l’istituto di credito può contare sulla solida garanzia rappresentata da un posto di lavoro pubblico e un’assicurazione che copre la morte del debitore, il licenziamento senza pensione e la riduzione o sospensione dello stipendio del lavoratore.
Quindi la banca è totalmente garantita e può prestare i denaro quasi senza rischi.
Le domande di prestito vanno faxati all’ufficio provinciale Inpdap in cui è situata la sede dell’ente pubblico.
Il richiedente il prestito deve corrispondere all’inpdap i seguenti pagamenti:
- costi amministrativi, pari allo 0,5% dell’importo del finanziamento;
- 1,5% per finanziamenti di cinque anni per i lavoratori con limite di età alla pensione
è fissato a 65 anni; questa viene alzata al 2,00% se il limite va oltre i 65 anni;
- 3,00% per i finanziamenti di dieci anni, con limite di età alla pensione di 65 anni alzata al
4,00% se superiore a 65 anni di età.
I costi per il lavoratore che invece vanno alla banca sono:
- costi amministrativi della banca che saranno definiti tra richiedente e banca
- tasso di interesse passivo che il debitore pagherà alla banca in base alla contrattazione avuta tra i due.
