Modulistica prestito INPDAP

Quella che segue è una lista indicativa dei principali documenti e moduli che vanno presentati per poter dare il via alla pratica per ottenere un prestito INPDAP. L’elenco non è però da considerarsi esaustivo, perché possono esservi delle aggiunte o delle variazioni in funzione della banca e/o delle specifìche caratteristiche del richiedente.

Documenti relativi al richiedente
l. Fotocopia di un documento personale (patente/carta identità) e del codice fìscale.
2.Certifìcato di residenza e stato di famiglia.
3. Certificato di stato civile o contestuale. I coniugi dovranno portare anche l’estratto dell’atto di matrimonio completo delle annotazioni marginali. Alcune banche richiedono anche il certificato di nascita e.di cittadinanza in carta semplice.

Documenti relativi al reddito
Ai lavoratori dipendenti vengono richiesti il Modello Cud (ex 101) e il Modello 730, le ultime due buste paga, l’attestato di servizio e l’estratto conto degli ultimi tre mesi. Ai lavoratori autonomi vengono richiesti i due ultimi Modelli Unici completi di ricevute di versamento delle imposte, l’iscrizione alla Camera di Commercio o a un albo professionale e gli estratti conto bancari degli ultimi sei mesi.
Documenti relativi all’immobile
Questi documenti variano in relazione alle fìnalità del prestito INPDAP richiesto. In generale, vengono però richiesti: – copia del preliminare di acquisto (compromesso); – copia dell’atto di provenienza (contratto di compravendita del
venditore); – copia dell’ultimo atto di proprietà, eventuale condono e certifìcato di abitabilità. Se il mutuo è fìnalizzato alla ristrutturazione dell’immobile, occorrono anche il preventivo di spesa e il progetto lavori dell’impresa che eseguirà la ristrutturazione, oltre alle autorizzazioni e alle concessioni della Pubblica amministrazione (concessione edilizia o dichiarazione di inizio attività).

Tutto quanto descritto, come abbiamo detto, si riferisce all’abitazione principale del dipendente pubblico aderente all’INPDAP, quella nella quale il contraente e\o i suoi familiari dimorano abitualmente anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di uno solo dei suoi familiari, cioè coniuge o parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado e coincide, generalmente, con la residenza anagrafica.
È importante che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dal momento del rogito.

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