La valutazione del Prestito INPDAP

La valutazione da parte della banca di un prestito INPDAP ha uno scopo diverso da quello che ci siamo posti nell’analizzare il nostro conto economico: da un lato, il suo solo interesse è che il denaro prestato venga restituito secondo le modalità convenute e quindi non entra nel meerito del conto economico del risparmi.atore; dall’altro, le sue analisi si basano prevalentemente su dati statistici, sull’esperienza che ha maturato e su considerazioni prettamente commerciali.
Le valutazioni delle banche possono quindi non essere omogenee tra loro e possono variare da istituto a istituto (così come, nel corso del tempo, anche nell’ambito dello stesso istituto).
Alcune banche, per esempio, basano le loro valutazioni sul reddito lordo dei contraenti del mutuo INPDAP (e dei loro eventuali garanti), altre invece su quello netto. Ma ci sono anche istituti che oltre al rapporto rata/reddito verificano anche l’esistenza di un importo minimo vitale che varia in funzione della composizione del nucleo familiare, della residenza del mutuatario o di altre variabili.
Attenzione: prima di procedere alla ricerca dell’abitazione è allora importante, dopo una prima valutazione “interna” (quello del conto economico), visitare almeno un paio di banche per saper quali importi sarebbero disponibili a finanziare.
Detto ciò, vale la pena fornire qualche indicazione di carattere gcnerale che consenta di presentarsi allo sportello degli istituti prescelti con un minimo di preparazione.
In linea di massima, è generalmente ritenuto accettabile un rapporto tra rata mensile del mutuo INPDAP e reddito netto (ossia il reddito annuo diviso per I2 mensilità) pari al 30%; in realtà, molte banche negli scorsi anni hanno accettato anche rapporti rata/reddito più alti 40% e a volte anche di più ma è probabile che, adesso che la prudenza nelle erogazioni è tornata a essere un obbligo, questi rapporti tendano a ritornare su valori più contenuti.
I redditi considerati dalle banche sono quelli riferibili agli intestatari del mutuo (ed eventualmente ad altri fideiussori). A questi redditi occorre poi sottrarre gli eventuali altri impegni finanziari esistenti, come per esempio i rimborsi di altri prestiti o magari gli ali• menti corrisposti al coniuge separato.

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